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Perché ci sono così pochi "generi" cinematografici?

Discussion in 'Cinema & Television' started by wago, Jun 25, 2012.

  1. Helios

    Helios Enlisted Sailor

    Io la trovo una naturale (e triste) conseguenza del giornalismo concorrenziale. In generale, penso che le persone che leggono un articolo abbiano piacere a sentirsi alla portata degli argomenti trattati, a leggere nomi a loro famigliari e a sentirsi dire cose che hanno sempre sospettato, mentre tendono a reagire negativamente di fronte a cose sconosciute e complicate. A questo punto possono fare due cose: ignorare l'articolo in questione in modo da non sentirsi "inferiori" o decidere di impegnarsi e migliorare le proprie conoscenze in modo che la situazione non si ripeti. Ed essendo la seconda strada chiaramente più impegnativa, la maggiorparte delle persone sceglie la prima. Tornando dunque al discorso iniziale, un giornalista che cerca di affermarsi sulla concorrenza dovrà far sì che il pubblico reagisca positivamente ai suoi articoli, e purtroppo questo lo ottiene assecondando i lettori del primo tipo, quindi parlando di pochi artisti conosciutissimi in fatto di musica e seguendo i soliti cliché in fatto di scienza. A questo punto però si crea un circolo vizioso, in quanto il lettore continuando a leggere articoli di questo tipo si chiude a nuove conoscenze, rendendo sempre più importante per il giornalista lo scrivere in modo "mirato" come descritto poco fa.

    Per me, il modo migliore di scrivere articoli sarebbe farlo in modo "didattico", nel senso di introdurre sì argomenti e nomi nuovi al lettore, ma in modo che quest'ultimo possa comprenderli immediatamente alla prima lettura, magari stuzzicandolo ad approfondire per conto suo. Tuttavia, penso che anche scrivendo in quest'ottica sia difficile raggiungere il pubblico, e infatti il problema di cui si sta parlando è globale. Per me, e qui so che molti non concorderanno, dovrebbe esserci un organo di stato volto a controllare l'informazione forzando l'approccio culturale/didattico che ho descritto; perché così almeno viene rotto il circolo vizioso che avevo menzionato prima, e anche la persona più recidiva e svogliata sarà un po' smossa quando non potrà fare a meno di leggere o vedere cose più impegnate. In fondo la scuola è una cosa molto simile, per cui ciò che auspicherei è una maggiore efficienza nelle scuole vere e proprie e un approccio più "didattico" anche da parte della stampa.
  2. Misstika

    Misstika Enlisted Sailor

    Avete scritto tantissimo e per leggere tutto ci ho messo una vita, nonostante abbia saltato diversi passaggi. Ma credo più o meno di aver seguito a grandi linee il vostro discorso.

    Io so - perchè ho studiato la storia del cinema da poco e sto per preparare una tesi in proposito - che i generi cinematografici, nascono nell'accezione che conosciamo tutti durante il cinema classico. La verità è che in realtà i generi sono sempre esistiti e l'unico scopo per cui il cinema hollywoodiano ne ha 'esagerato' l'importanza fu per trovare degli scompartimenti in cui inserire le produzioni in serie delle proprie case cinematografiche, le cosiddette major.
    In realtà di generi cinematografici ce ne sono un sacco, perchè ogni genere ha diversi sottogeneri, parentele e ognuno ha caratteristiche ben precise. Il problema è che non è semplice distinguerli e tanto meno conoscerli approfonditamente tutti.
    I critici poi, se davvero si meritano tale titolo, non sempre sanno distinguere i 'veri' generi, specialmente nelle loro più piccole sfumature. La verità è che i critici con cui molto spesso abbiamo a che fare, non hanno o forse non possono avere le capacità per un'analisi accurata dei generi che incontrano. Ma più importante ancora secondo me è 'chi li leggerebbe?', cioè chi sarebbe in grado di decifrare i loro articoli?
    Ed è cui che mi pongo la domanda più interessante, sarebbe più 'giusto' nominare nuovi e più precisi termini tecnici a scapito dei lettori meno esperti o misurare il linguaggio per essere capiti dalla massa? Per me è un grosso "BOH!", che risolvo soltanto dicendomi che dipende dallo scopo della tua critica/articolo/analisi del film; insomma è una decisione che spetta al giornalista/critico/esperto in questione.

    Forse mi sono persa un po' nei miei discorsi... :) scusate...
  3. wago

    wago Enlisted Sailor

    Mi sono permesso di sollevare la stessa questione di fondo sul forum di Ondarock, facendo riflessioni simili, e lì ho raccolto un mare di critiche.

    Le principali:
    - è la critica musicale che è una merda con centomila etichette stilistiche create sul nulla;
    - la critica cinematografica è seria perché la fanno gli accademici, dunque non le serve parlare di generi;
    - è pieno di etichette stilistiche e correnti nel cinema, sei solo tu che non le conosci
    Il tutto sostenuto contemporaneamente all'incirca dalle stesse persone. Divertente.

    C'è stata però anche un'osservazione che, seppure non conclusiva, mi pare assennata, e la riporto riassumendo. La tendenza a etichettare gli stili nel cinema e nella letteratura è inferiore perché c'è altro di cui parlare prima: la trama. Nella musica questo manca (come manca nell'archiettura, nella pittura - anche se lì spesso c'è un soggetto - e nelle altre arti "etichettofile") e dunque per discuterne si deve molto presto passare ai fattori puramente stilistici.
    Questo spiega forse perché i media generalisti non discutano mai di cinema in termini di correnti e tendenze. Non giustifica perché non lo faccia nemmeno per gli altri ambiti culturali, ma mi pare comunque già qualcosa.

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